Alberica, regina degli Elfi,
Che bel nome di fantasia,
Di sapore rinascimentale.
Tu, Alberica, eri però una
Figura sicuramente da
Medioevo, intabarrata in un
Cappotto, che non sembrava
Tuo e quando il vento giocava,
Dispettoso con te , dalle falde
Del cappotto, come da una finestra,
Appariva un misero vestituccolo
Ed un paio di gambe rinsecchite,
Abituate da tanto tempo ad essere
Presentate ignude ai clienti, una
Volta numerosi e da qualche anno
A questa parte del tutto volatilizzati.
Ora la miseria è caduta su di te,
Come un macigno. Hai conosciuto,
Da poco padre Erminio ed egli ti
ha promesso di aiutarti a ritrovare
La serenità nel Signore e trovarti
Un posticino per vivere dignitosamente
E pregare la Madonna e i santi, che
Eri costretta a vendere per campare,
Affinché la grazia, del Signore
Misericordioso, scenda su di te e
Salvi la tua anima redenta.
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