sabato 22 febbraio 2014

Sonia la teutonica

Sonia la teutonica,
Così ti facevi chiamare
Ed eri fiera di essere
Considerata tale.
A te non sembrava
Opportuno sbandierare
La tua appartenenza
Alla stirpe degli antichi
Romani. Gli Unni sono
Diventati più civili? Boh!
Io ho sempre pensato che
Non bisogna mai rinnegare
La propria patria.
Da Sonia, ristoratrice provetta,
Al centro di Berlino trovavi
Le specialità tedesche: patate
In tutte le salse, wurstel e fiumi
Di birra. La cucina era casareccia,
come  casareccio era il locale
E l'arredo, alla buona. I clienti,
Manco a dirlo, operai e camionisti.
Un bel giorno io conobbi quella
 ragazzotta di Sonia. Aveva due
grosse trecce bionde e parlava
un orribile tedesco, con accentuate
Inflessioni gutturali e un modo
Di scimmiottare qualsiasi cosa
Che fosse tedesco da farmi incavolare.
Io conoscevo l'amica intima di Sonia
E avendo il desiderio di conoscere
 Sonia , le avevo chiesto notizie della
Pacioccona ristoratrice. Saputo per
 sicuro  che la biondona era delle parti
 di Bologna  e precisamente di Sulmona,
Entrai un giorno che il locale era deserto
E ordinai in un perfetto tedesco un piatto
Di tortellini. La teutonica mi fece ripetere
L'ordine parecchie volte e quale fu la sua
Sorpresa, non ve lo so dire. Quando poi  le
 Ordinai una bottiglia di vino corvo.
Sicuramente deve essere impallidita,
pensai che  mi avrebbe scacciato
Malamente, ma non fu così. Mi portò
Quello che chiedevo ed anche una bella
Bistecca alla Fiorentina. Quando mentre
Mangiavo arrivarono altri avventori, la mia
Ordinazione fu copiata da una decina di clienti
Ed altri non poterono essere accontentati.
Da quel giorno il ristorante di Sonia cambiò
 nome, arredamento, menù e gestione. Cosa
Ancora più importante, cambiò ragione sociale,
Perché Sonia convolò a nozze e il fortunato
Suo marito fui io.
 



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