Antonella, quante volte avrei voluto
dirti ti amo! Quante volte ti ho
incontrata, sono arrossito e ho chinato
la testa, salvo poi a darmi dell'imbecille
e a ripromettermi che si, la prossima volta....
e cosi i mesi passavano via veloci e tu, pur
sapendo quanto forte potesse essere il mio
desiderio di averti, facevi finta di niente.
Un giorno poco mancò che ''menassi'' di brutto
il mio amico Giosuè, reo ai miei occhi di averti
fatto dei complimenti, che tu avevi mostrato di
gradire. Quando però tu accettasti di uscire con
Quell'antipatico di Erminio, diventai una belva.
Il giorno che tu dovevi andare alla festa in maschera,
seppi dalla tua amica Clara, che ti saresti vestita da
Cleopatra. Clara mi consigliò di vestirmi come un
imperatore romano e di trattare la regina Cleopatra
come una serva. Clara osò dirmi, che se ci tenevo ad
Antonella, avrei dovuto anche possederla, con la scusa
della messa in scena: Cleopatra e l'imperatore romano.
Cosi feci. Appena incontrata la regina Cleopatra, alias
Antonella, la presi per un braccio, la portai sulla pista
da ballo e la strinsi, manco dovessi stritolarla, un po' mi
infastidii che lei ci stesse, pur non sapendo ch'io fossi
e poi eccitato, la portai in un angolo e la baciai sul collo,
lei rise, divertita. Io, ancor più audace, la cominciai a
toccare, allora, finalmente lei reagì e mi arrivò un tale
schiaffone, da farmi volare via la maschera.
Antonella al vedere che ero io con la maschera dell'imperatore
romano, prima si preoccupò che avessi tutte le rotelle a
posto , poi mi abbracciò ridendo e con tono consolatorio
mi diceva: oh il mio cucciolo, il mio bel cucciolo e cosi
cominciò a baciarmi, prima dolcemente sul viso e sugli occhi,
poi sempre più eccitata sul collo e sulle labbra. Quella sera io
ed Antonella conoscemmo l'amore nel senso biblico della
parola e da allora non ci separammo più.
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