La lupa
Correva lungo la spiaggia,
Inseguita da in branco di cani,
Davanti a sè solo la lunga
Spiaggia ed un sole caldo,
troppo caldo per quell'inizio
Di primavera. La lupa era sfiancata,
Ancora in po' e sarebbe crollata,
Affronta dalla fatica e dalla paura per
I suoi lupacchiotti, che sarebbero rimasti
Senza alcun sostegno per la loro
Sopravvivenza. Già gli occhi le si
Annebbiavano, addio vita crudele! E la lupa
Crollò di schianto davanti alla barca di
Giacinto, il pescatore.
Un colpo di fucile in aria, squarciò la
Tranquillità di quella spiaggia nei primi giorni
Di marzo. I cani si arrestarono a qualche passo
Dalla lupa e rincularono davanti alla grinta
Dell'uomo col fucile. Conoscevano molto bene
Quel bastone, che sputava fuoco e uccideva.
Preferirono lasciare la preda e disperdersi, mentre
Giacinto preso in braccio l'animale lo caricò sulla
Barca e si allontanò dalla spiaggia.
La lupa si svegliò, incredula, in mare aperto e
Grande fu la sua sorpresa al vedere l'unico essere
Vivente, che già una volta l'aveva aiutata e con
L'intuito dell'animale capi tutto e rimase tranquilla
Sul fondo della barca. Giacinto la rifocillò con
Alcuni pesci, poi messo un guinzaglio all'animale,
Scese a terra, vicino alla sua casa di pescatore.
L'animale era Serena, sapeva che Giacinto conosceva
La sua tana ed avrebbe pensato lui a nutrire i suoi
Piccoli. Il sodalizio tra uomo ed animale fu stretto
tacitamente e lo strano connubio, uomo e lupi,
Fu conosciuto ed accettato in quell'isola di gente
Semplice e di buon cuore.
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