Il nostro mondo.
Il verde si stendeva a perdita
D'occhio. Il mulo era stato
Aggiogato al pesante lavoro ,
Continuamente incitato dal
Contadino, che affondava l'aratro
Sulla dura zolla, indurita dal
Sole e dal vento. Era il mese di aprile
E la pioggia aveva lasciato quasi
D'improvviso, il passo ad un vento
Fastidioso, non forte, non freddo,
Ma che ugualmente indisponeva il
Testardo animale e metteva a dura
Prova, la forza e la serenità del
Contadino. Il sole era caldo. Troppo
Caldo per quella primavera, scoppiata
D'improvviso, anacronisticamente .
Di solito il mese di aprile era piovoso.
In molti, in quei giorni di bel tempo,
Si erano recati in campagna per i
Lavori, che più urgevano in quel
Periodo, ma la loro buona volontà era
Frustrata da un tempo che creava
Non pochi problemi al lavoro congiunto
Degli animali e dell'uomo.
Solo quei pochi piccoli proprietari che
Aggiogavano all'aratro un paio di robuste
Mucche, procedevano spediti nei loro
Lavori di aratura. E il mondo col suo
Ciclo di stagioni impazzite, rendeva
Sempre più difficile ed antieconomico
Il lavoro tradizionale dell'agricoltura,
Che ormai cedeva irrimediabilmente
Il passo ai mezzi meccanici, costringendo
I piccolo proprietari, per gli alti costi
Di gestione, ad abbandonate il lavoro
In campagna.
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