domenica 23 febbraio 2014

Stella d'oriente. 2

Stella d'oriente.     2
La busta che Marco mi inviò, stranamente era accompagnata
da una sua  lunga lettera .
Il Marco che conoscevo io era molto restio a scrivere, quando
Poi poteva parlarmi al telefono.
La lettera era già, di per se stessa, molto preoccupante e con un lungo
 giro di parole voleva disilludermi, qualora io fossi ancora innamorato
Di stella d'oriente e non riuscissi a capire cosa c'entrasse una certa
Teodora  con la donna che io amavo, ancora dopo  tanto tempo.
Aprii la lettera di Stella d'oriente e....Ario stai  leggendo questa mia lettera
E io devo essere sincera con te. Mi chiamo Teodora sono sposata con
Un nobile con cui ho fatto un patto, ma non d'amore, bensì di convenienza.
Come tu hai costatato, quando siamo stati  insieme, io ero ancora vergine.
Tu sei stato il mio primo ed unico grande  amore. La mia famiglia era,
 Povera, ma di nobile stirpe. Io da piccola avevo una salute  molto
Cagionevole e soffrivo di una forma di leucemia cronica, che doveva essere
Costantemente monitorata. Le cure erano, per il nostro sistema sanitario, molto costose
E se volevo avere una qualche possibilità di guarigione, dovevo necessariamente
Andare all'estero. Quindi ho deciso do sposarmi a  condizione di poter disporre di me stessa, come
 Meglio credessi. È per questo che sono stata in Italia. Dovevo recarmi all'ospedale Niguarda di Milano per dei controlli più approfonditi sullo stato della mia salute. Avevo da  tanto tempo il desiderio di visitare Venezia e  così ho approfittato della visita che dovevo fare a Milano per passare
  a Venezia. Il mio piano è saltato, quando ho conosciuto te e l'amore che ci ha uniti in quel
favoloso mese di settembre ha sconvolto totalmente la mia vita sessuale. Mai avrei potuto immaginare, che avrei conosciuto l'amore, dopo tante vicissitudini, prima
La malattia che mi ha  accompagnato dall'infanzia, poi il matrimonio di convenienza e pensare che mio marito ha voluto questo matrimonio per poter continuare la sua vita dissoluta    tra i  postriboli e le sue mantenute. Ora che, dopo circa  tre mesi di cure in Italia,  sono guarita non posso coronare
Il mio sogno: quello di sposarti. Il mio scaltro marito ha stipulato con  me un contratto matrimoniale di comodo, ma ha inserito una clausola che mi vincolava a fargli un figlio, qualora lui  avesse avuto bisogno per ereditare i beni di una sua ricchissima zia. Ora che io sono guarita e che lui ne ha avuto contezza dai medici di Milano egli pretende il rispetto di questa clausola. Io non ho altra scelta o il rispetto del contratto o la miseria e la galera. Ho dovuto cedere ed è per questo che non ci siamo più rivisti. Io conserverò per sempre, nel mio cuore ,il ricordo dello unico grande amore della mia vita. Il Signore da e io ho  recuperato  la mia salute fisica  e il Signore toglie, la felicità di poter vivere con te. Ti  prego quindi, per non rendere ancora più straziante la mia vita,  non cercarmi, non venire a Costantinopoli, almeno fino a quando non sarai entrato nella terza età, quando finalmente
  entreremo nella Pace dei sensi. Addio Ario, ti amo!



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