Anselma
Tu, Anselma facevi parte del club
gli alcoolisti, eri una delle più
convinte nell'opera di contestazione
degli abituali consumatori di alcool
e degli occasionali ubriaconi, in
ispecie quelli del sabato sera.
Tu, Anselma, come donna non eri
niente male, ma non pensavi allo
amore. La tua vita oltre al lavoro,
dove eri scrupolosa e sempre presente,
ligia al timbro del cartellino, era tutta
una missione. Il tuo omonimo Anselmo,
da tutti, compreso te, considerato un
mezzemaniche, era segretamente innamorato
di te, ma sapeva che con te c'erano poche speranze.
Un bel giorno ebbe una grande idea e la attuò un
sabato sera. Anselmo andò in un bar vicino a
dove abitavi tu Anselma e quando ti vide uscire di casa
ed avviarti verso il club degni alcoolisti, presa la
bottiglia di Wiscki, di cui aveva buttato più della
metà, usci in strada, cantando a squarciagola.
Anselma ti riconobbe subito e ti prese sottobraccio,
perché Anselmo sembrava non reggersi in piedi.
Tu sapevi che quell'ubriacone abitava vicino a casa
tua e conoscevi gli sguardi che per le scale e in ufficio
ti lanciava quasi di continuo, ma tu non avevi tempo per
queste cose, bisognava salvare il mondo dal maledetto alcol
e la tua missione veniva prima di ogni cosa.
Intanto voi due eravate arrivati alla porta di casa di Anselmo.
Tu, donna prendesti le chiavi dalla tasca del tuo collega apristi la
porta e conducesti, a colpo sicuro. il furbo Anselmo nella
camera da letto. L'ubriaco d'improvviso non fu più tale
e ti trascinò nella finta caduta. poi ti avvinghiò
e non tin fece più scappare. Anselma scopristi l'amore e
pensasti bene che da quel momento saresti stata attenta al
tuo uomo, che non bevesse né dentro, né fuori casa.
A fargli passare il tempo ci avresti pensato tu. Per prima
cosa Anselma convolasti a giiste nozze nel giro d'un mese.
La muova copia cosi visse d'amore e d'accordo per l'intera vita.
Anselmo non rivelò mai ad alcuno lo stratagemma usato per
vincere l'ostinazione della dolcissima consorte.
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