Il mio sogno
Una luce intensa proveniva
dalla montagna sovrastante.
Avanzavo a fatica sulla strada
Innevata. Avevo dovuto lasciare
La macchina, appena uscito dalla
Strada della libertà(libertà di chi
e da chi? Boh!Procedevo quindi
lentamente. Sulla strada correvano
in cerca di cibo conigli e le lepri.
Poco più su un cane randagio era
Acciambellato sul ciglio della strada,
Era morto, oppure dormiva? Lo toccai
Delicatamente col bastone, con cui mi
Aiutato per avanzare sulla coltre di neve.
Il cane si mosse quasi imbambolata,
Gli detti il panino che avevo con me.
E me ne fu per sempre grato. Si alzò
Dopo aver mangiato con grande piacere
E mi venne appresso. Quando raggiungemmo
Portella delle Ginestre, il colpo d'occhio
Fu splendido. Sullo sfondo il lago e
Un timido sole si rifletteva giocondo su
Quel bianco, immacolato mondo.
Arrivai in paese col mio cane e tutto era
Ancora bello, scevro dalle brutture delle
Strade dissestate, dai marciapiedi fatiscenti,
Dalle auto sfreccianti. Tutto dormiva ed
Appunto la mancanza del traffico quotidiano
Rendeva piacevole il panorama e il mio
Camminare. Quando intirizzito raggiunsi
Casa, mi svegliai nel mio letto.
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