More e mirtilli.
Sono andato ,
Un bel giorno di maggio,
A trovare mio padre in campagna.
L'aria era leggermente frizzante,
il cielo limpido, la campagna lavata,
dal temporale del giorno prima
e pettinata dal vento.
Gli alberi sembravano essere
stati tirati a ''lucido', il sentiero
che saliva verso il bosco di castagni,
leggermente umido,
il terreno ''ficighigno
''non tratteneva l'acqua.
Il cane correva avanti e poi
tornava indietro di corsa,
visibilmente felice.
Arrivato al nostro podere
andai verso il limite del terreno,
che confinata con un ruscello
e cercai una di quelle bacchette
molto flessibili, che crescono
dove c'è molta acqua.
Volevo farmi un Arco ,
che sarebbe stato molto invidiato
dai miei amici.
Accanto a questa pianta vi era
un roveto carico do more e
volli raccoglierle.
Mio padre vedendomi impegnato
in questo lavoro difficile e pericoloso,
mi convinse a raccogliere i mirtilli
di un alberello stracarico.
Io riempi un cestino di
questi piccoli e dolcissimi frutti.
Quando tornammo a casa
la mamma fece una crostata
con questi frutti deliziosi e
alla sorellina che chiedeva
cosa avessi portato dalla campagna,
risposi trionfante:'' more e mirtilli''.
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