venerdì 29 novembre 2013

liceo classico.

Liceo classico.
Ernesto frequentava il
 liceo classico di Palermo.
 Era stato a Roma
 e li aveva cominciato
gli studi umanistici'
 per cui si sentiva portato.
Aveva tanta voglia di
studiare per raggiungere
 il traguardo che si era prefisso.
È vero non si sentiva
ancora forte, deciso,
ma perché non c'era
 nessun aiuto, nessuno
  che  desse un consiglio,
per dissipare i dubbi
 che nascono nelle giovani
menti dei ragazzi?
 C'era solo una  sorveglianza
 spietata come
 di galeotti, pronti a
delinquere e pronti a fare
  chissà quali gravi reati.
E chissà quale reato
aveva commesso Ernesto
 per essere espulso
  durante l'anno scolastico.
Ernesto riuscì con fatica
 a recuperare quell'anno
 e passò quindi al liceo classico.
 Era un liceale, sapeva
 leggere il greco ad litteram e
 traduceva il latino
all'impronta, tecnico nella
costruzione dell'analisi
 logica e del periodo.
 Nei temi di Italiano
non scriveva come un alunno,
ma come uno scrittore.
In storia ed in filosofia
faceva prova di una
tesi, che non avrebbe
 potuto mai presentare.
Poi Ernesto si innamorò, ma
non di una compagna di classe.
Il suo amore era un amore
 Travagliato e complesso,
 data la giovanissima
  età  della sua bella e
l'animo puritano di   Ernesto,
 non tradì mai
il sentimento per la
sua futura ragazza.
 Quando quell'amore
 platonico fini
Ernesto era all'università,
ma la precarietà
 economica, che sempre
l'accompagnava, lo allontanò
 definitivamente
 dall'università, ma non
 dai libri, sorgente del  sapere.

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