Liceo classico.
Ernesto frequentava il
liceo classico di Palermo.
Era stato a Roma
e li aveva cominciato
gli studi umanistici'
per cui si sentiva portato.
Aveva tanta voglia di
studiare per raggiungere
il traguardo che si era prefisso.
È vero non si sentiva
ancora forte, deciso,
ma perché non c'era
nessun aiuto, nessuno
che desse un consiglio,
per dissipare i dubbi
che nascono nelle giovani
menti dei ragazzi?
C'era solo una sorveglianza
spietata come
di galeotti, pronti a
delinquere e pronti a fare
chissà quali gravi reati.
E chissà quale reato
aveva commesso Ernesto
per essere espulso
durante l'anno scolastico.
Ernesto riuscì con fatica
a recuperare quell'anno
e passò quindi al liceo classico.
Era un liceale, sapeva
leggere il greco ad litteram e
traduceva il latino
all'impronta, tecnico nella
costruzione dell'analisi
logica e del periodo.
Nei temi di Italiano
non scriveva come un alunno,
ma come uno scrittore.
In storia ed in filosofia
faceva prova di una
tesi, che non avrebbe
potuto mai presentare.
Poi Ernesto si innamorò, ma
non di una compagna di classe.
Il suo amore era un amore
Travagliato e complesso,
data la giovanissima
età della sua bella e
l'animo puritano di Ernesto,
non tradì mai
il sentimento per la
sua futura ragazza.
Quando quell'amore
platonico fini
Ernesto era all'università,
ma la precarietà
economica, che sempre
l'accompagnava, lo allontanò
definitivamente
dall'università, ma non
dai libri, sorgente del sapere.
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