sabato 30 novembre 2013

Ester

Ester
Sul cavallo bianco, Ester
cavalcava orgogliosa.
Non era molto contenta
 della situazione.
Aveva pensato di  poter
Gestire la ribellione.
I cortigiani l'avevano
subito abbandonata,
la guarnigione, se l'era filata.
Era rimasta sola ad affrontare
 un popolo inferocito.
Ebbe la solita grande idea dei potenti.
Scaricare su  altri la sua responsabilità.
Incalzata com'era, non sapeva chi
poteva indicare, come
causa di tutti i mali
Al popolo  incalzante, non certo il
 suo amante, di cui
era molto innamorata.
C'era il buffone  di corte,  ma ciò
 non era credibile. Era piccolo,
 con una faccia  buffa e
 con l'aspetto disarmante.
Allora Ester ebbe un'idea.
Fece inginocchiare il figlio
 accanto a sè.  Quando  i rivoltosi
penetrarono nella corte,
  indicò ad essi uno
 sbuffante vitello  come
 l'incarnazione del male.
E si disse pronta a
tutte le riforme se,  quella
 distruttrice forza della natura,
 venisse eliminata. Così fu fatto
e con questo stratagemma
la furba sovrana si salvò.

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