Ester
Sul cavallo bianco, Ester
cavalcava orgogliosa.
Non era molto contenta
della situazione.
Aveva pensato di poter
Gestire la ribellione.
I cortigiani l'avevano
subito abbandonata,
la guarnigione, se l'era filata.
Era rimasta sola ad affrontare
un popolo inferocito.
Ebbe la solita grande idea dei potenti.
Scaricare su altri la sua responsabilità.
Incalzata com'era, non sapeva chi
poteva indicare, come
causa di tutti i mali
Al popolo incalzante, non certo il
suo amante, di cui
era molto innamorata.
C'era il buffone di corte, ma ciò
non era credibile. Era piccolo,
con una faccia buffa e
con l'aspetto disarmante.
Allora Ester ebbe un'idea.
Fece inginocchiare il figlio
accanto a sè. Quando i rivoltosi
penetrarono nella corte,
indicò ad essi uno
sbuffante vitello come
l'incarnazione del male.
E si disse pronta a
tutte le riforme se, quella
distruttrice forza della natura,
venisse eliminata. Così fu fatto
e con questo stratagemma
la furba sovrana si salvò.
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