domenica 29 dicembre 2013

Morale comune

Morale comune.
L'uomo vagava come un'anima in pena.
Parlava tra sè come un matto, incurante
Delle persone che incontrava e non si
Curava di rispondere a chi,  conoscendolo,
 Lo salutava. Nella sua mente solo un chiodo
Fisso, un pensiero  che non voleva lasciarlo.
Aveva una forte passione per la  sua collega
 Di lavoro, Anna, ne era proprio pazzo e
Lei, anche se lui non si era dichiarato, gli
Dimostrava un'istintiva simpatia.
Giovanni aveva  quindi  buone speranze
Di riuscire a fare della bella Anna , la sua
Compagna per la vita.
Nello stesso reparto lavorava Carlo, un
Galletto superbo ed arrogante, Anche
 Questi faceva il filo alla sua Anna. E
Lei sembrava gradire le sue attenzioni,
Ma era semplice cortesia, di sicuro.
La bella Anna quando parlava con lui
Aveva un'altra intonazione di voce,
uno sguardo dolce, quasi carezzevole
E lui, stupido, non si era ancora  dichiarato.
Domenica avrebbe invitato la collega
Ad una cena a due, poi l'avrebbe portata
A ballare e sicuramente sarebbe nato il
Grande amore.
Mentre così fantasticava, aveva sentito
 Carlo fare la sua proposta, alla sua Anna.
Lei lo aveva ringraziato, con la sua bella
 Voce armoniosa e carezzevole e Giovanni
Era quasi scappato, infuriato co se stesso
E deluso da Anna. Ma non  aveva sentito
la risposta della  ragazza all'invito di Carlo.
 Giovanni era sicuro che i due  sarebbero
 usciti insieme, si  sarebbero divertiti alle
 sue spalle e poi  avrebbero concluso la
 serata in qualche  discoteca e quel gallinaceo
avrebbe fatto la festa alla........
 No, non era possibile, non potevano finire
 così i suoi sogni. Finalmente
Giovanni si decise, ritornò sui suoi passi,
Rientrò in fabbrica, quasi aggredì Carlo, ma
Diventò un agnellino balbuziente,  vedendo
 Anna. Anna che lo guardava e sorrideva.
 Non ebbe il tempo di  Angustiarsi con
 pensieri stupidi e irreali. Anna gli andò
 vicino e senza che  la potessero sentire
gli altri:" Giovanni non vuoi portarmi  a
 ballare  domani?''  A Giovanni il cuore
 sobbalzò di gioia.
Balbettò  un si, quasi moscio, ma
Baciò la mano alla bella Anna e
Con una lacrima di commozione
Le bagnò le affusolate dita.
Ed Anna fu sicura del suo amore.

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