martedì 31 dicembre 2013

la luna e la lupa

La luna  e la lupa
Correva in mezzo ai boschi della Sila.
Il luccichio del suo pelo  al chiaro di
Luna era come di metallo, lucido,
Brillante, il suo ululato, spaventoso.
Molte leggende si diffondevano
Tra gli abitanti del paesino calabrese.
La paura teneva tappati  in casa,
Tutti gli abitanti ed aumentavano
A dismisura i fatti misteriosi imputati
Alla terribile belva, con gli occhi rossi
Da demonio e le zanne terribili, capaci
Di stritolare in un Fiat qualunque cane.
Il parroco benediceva tutti i luoghi
Pubblici per tenere lontano quel
Terribile lupo, pardon, lupa.
Fu un cacciatore di frodo, che
Entrato nei boschi per cacciare
Selvaggina, protetta dalle leggi,
Colpi a morte la terribile lupa,
Al chiarore di una luna piena,
Che solo un cacciatore Princi-
Piante avrebbe potuto prendere
Una così grossa bestia per ina
Volpe. La popolazione fu
Molto  rallegrava da questo
Fatto e nessuno denunciò
L'incauto cacciatore.

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