mercoledì 15 gennaio 2014

Fortuna 1. L'innocenza

Fortuna   1L'innocenza
Se qualcuno di voi ha dimestichezza con scritti della chiesa e ha letto la Divina commedia di Dante Alighieri  ricorderà la descrizione di quel particolare luogo, chiamato limbo, dove ,secondo scritti concordi, vanno a finire quei bambini incapaci di fare il bene o il male e muoiono anzitempo per le più disparate cause. Questi bambini secondo ipotesi teologiche, ma non fede dogmatica, erano affidati alla misericordia di Dio. Ed è appunto la misericordia di Dio, che vuole salva tutta l'umanità,
Appunto ad essa dobbiamo affidarci. Le tribù indigene (pellerossa) degli Stati Uniti d'America, credevano che i malati fossero persone che Manitou volesse attrarre a sè anzitempo, considerandoli pronti per la salvezza eterna. Benedetto XVl in una sua enciclica sancisce la non esistenza del limbo.
Quindi tutti i bambini e i giusti anche di altre religioni sono stati salvati dalla misericordia del nostro Signore Gesù.  Scusatemi se  vado ancora più avanti e  dico che solo coloro che peccato  contro l'umanità, macchiandosi di gravi colpe e non si pentono, vanno all'inferno. Tutti i peccatori, che si sentono  prima di morire, avranno una nuova possibilità per salvarsi. Chi invece ha condotto una vita senza grossi peccati, dovrà in qualche modo riparare in vita.
Giovanni era nato nel 2011 nella primavera, proprio il giorno di San Benedetto. Il nome del nonno era Giovanni ed a lui era stato destinato lo stesso nome. La sua mamma volle chiamarlo Giovanni-Benedetto. G.B. era un bambino vivace, allegro, piangeva pochissimo, ma andava per casa, dapprima a quattro zampe e poi come un trottolino. Non si sapeva mai dove fosse. Si nascondeva dappertutto ed appariva all'improvviso con una faccia da birichino e la mamma  che si spazientiva a chiamarlo, vedendolo così felice di aver giocato a nascondino, non aveva l'animo di rimproverarlo o peggio di castigarlo. G.B. quest'anno compiva i tre anni e sarebbe andato all'asilo. Lui aveva un grande desiderio di incontrare tanti nuovi amici, di giocare a ''chiapparella'' o a nascondino. Sicuramente si sarebbe divertito moltissimo.
Una domenica del mese di giugno tutta la famiglia doveva andare  a trovare i nonni materni a Gibellina. Quella mattina il padre, persona severa e  insofferente delle'' smancerie'' del bambino, arrivò in forte ritardo a casa. Tutti erano pronti. Lui però volle salire in casa per fare la doccia, perché
Si sentiva stanco. Come Dio volle, mezz'ora dopo erano tutti in macchina e si partiva  finalmente. G.B. non vedeva il momento di arrivare dai nonni a Gibellina, perché lo coccolavano in tutti i modi.
Il nonno, un piccoletto niente male, lo faceva giocare all'altalena, poi lo lasciava correre dietro alle galline, che non riusciva mai a prendere. Con il suo omonimo lui, il iunior si sentiva felice. Mai un rimprovero, mai un gesto violento. Quell'uomo era solo semplicità, dolcezza e tenerezza. Ah, fosse stato così il suo papà! Ma forse lui lavorava troppo e si stancava molto. Se G.B. non fosse rimproverato quasi in continuazione, glielo avrebbe detto al suo papà di lavorare di meno e di giocare qualche volta con lui. Gli avrebbe anche detto che tutti gli volevano un gran bene e non vedevano l'ora che lui tornasse dal lavoro. Poi, quando lui tornava a casa ed era così irascibile ed intrattabile, tutti desideravano che lui tornasse presto a lavorare.
Quel giorno, comunque tutti erano felici. Solo la mamma ad un certo punto cominciò a pregare il marito di non correre con la macchina, ma lui la zitti, minaccioso e la poverina non poté che raccomandarsi alla Madonna. Tutto andò bene, finchè l'eccessiva velocità ed il fondo sdrucciolevole della strada, per la pioggia, che aveva cominciato  a cadere copiosa, fece sbandare l'auto.
L'uomo cercò disperatamente di fermarla.
L'auto carambolò come un giocattolo, andando a schiantarsi contro un'altra auto che proveniva dal senso inverso. Tutti i componenti della famiglia morirono. G.B. volò dal finestrino e lo accolse benevolo il Dolce divino Gesù. Anche la sua mamma e i suioi fratelli sono li con lui, ma il suo papà non c'è. Forse verrà più tardi e tutti insieme saranno felici nel mondo del buon Dio.



Nessun commento :

Posta un commento