lunedì 7 ottobre 2013

Terzo capitolo Ho riscoperto la mia vita.
Padre Gabriele mi raccontò
 della strutturazione del monastero.
 Esso era accessibile sul lato della strada. Attraverso un cancello
 ci si immetteva in un largo cortile adiacente alla chiesa di stile
Bizantino, non particolarmente ricca di stile architettonico, ma
Con una ricca iconostasi che separava la chiesa dall'altare. Uscendo dalla chiesa
ci si poteva immettere in una  stradella
che portava al campo sportivo,
utilizzato dai probandi(non seminaristi) per giocare  a pallone, il  campo era lungo  circa
80m  e largo
 35m, il campo sportivo era in pratica in po' più lungo dello stabile adibito
Ad Istituto dai monaci basiliani. Sul campo sportivo si aprivano la cucina ed una porta
 che portava  al refettorio. Il refettorio era unico sia per i ragazzi del collegio che
 per i monaci, nella cucina  vi lavorava in frate ed un laico, che si chiamava Vittorino
E il cui figlio frequentò le scuole medie inferiori, nella scuola parificata dell'istituto.
Le suddette scuole erano nel piano superiore rispetto alla cucina, che era lo stesso piano
della chiesa e quindi della strada. A destra delle scale vi era un locale molto grande utilizzato
 Per il lungo periodo di studio giornaliero dei ragazzi.  Le classi , una per  ogni ciclo di studi  dei probandi erano alla sinistra delle scale. Accanto alle tre aule vi era la biblioteca. In continuazione la foresteria e il portone di ingresso al collegio. Ovviamente la scuola aveva educatori interni ed educatori esterni. I locali del primo piano rispetto  alla cucina erano abbelliti da un colonnato
 a ferro di cavallo, che rendeva utilizzabile il largo corridoio per la ricreazione giornaliera dei ragazzi.
L'orario che si seguiva durante la settimana era così regolato: sveglia alle 6,00, di seguito messa e poi
Colazione con latte, pane ed una brioche. Alle 8,20 cominciavano le lezioni, che terminavano alle 13,00. Si andava quindi a pranzare  e poi fino alle 14,30 si giocava in cortile. Poi si saliva per andare a studiare fino alle 17,30 quindi si tornava ai giochi, ma solo sotto il colonnato. I giochi erano calciobalilla, piastrelle, bocce, ping  pong. Poi ci si sistemava, magari rinfrescandoci  e si andava in chiesa per il vespro. Alle 20,00 si cenava e dopo un'altra piccola ricreazione si saliva al piano secondo rispetto alla cucina. Nelle camerate, in verità vi era solo un Camerone, dove   tutti i ragazzi dormivano, Accanto al dormitorio  vi erano i bagni, ma non le docce
 Che si facevano in altri locali, accanto alla stanza ove dormiva il direttore del collegio, che era il monaco che stava tutto il giorno a contatto con i ragazzi. In quel periodo il direttore era padre Nilo.
Un monaco di un piccolo paese calabrese.
In quel periodo continuò, padre Gabriele, dopo avermi chiesto se mi stava annoiando, vi era un probandi che ci era stato raccomandato da due parroci, per la sua buona indole e per la vivida intelligenza e la buona disposizione per la funzioni religiose.
Contattarmi la sua famiglia. Suo padre sembrava diffidente verso noi padri, la madre fu invece entusiasta dell'opportunità che aveva il figlio di servire il Signore, ma ci confidò con un po' di riluttanza, che non avrebbero potuto pagare rette di qualsiasi importo. Noi avendo già conosciuto il ragazzo ed avendone avuto una buona impressione, rassicurammo la famiglia che la parte economica sarebbe stata a carico dell'istituto. Entrambi i genitori firmarono i documenti occorrenti e il nostro probando venne a Mezzojuso con altri suoi compaesani e con sua madre, che voleva vedere dove sarebbe andato a vivere suo figlio. Cominciò così la vita in collegio del nostro Rosario.
Il ragazzo si dimostrò un buon probando ed un ottimo allievo. Tutti gli insegnanti lodavano la sua
Buona condotta, attenzione alle lezioni ed il buon profitto in tutte le materie del ciclo di studi. A dir la verità un piè di Achille l'aveva anche lui: il disegno. Lo stesso insegnante di disegno l'aveva però il simpatia e gli dette la sufficienza già al primo trimestre.
Rosario era sempre pronto a servire messa , a studiare con impegno nel periodo dedicato allo studio
Ed a giocare a pallone o agli altri giochi da tavolo. Era davvero un ottimo probando, legava con tutti
Ed era sempre allegro, cicaleggiante. Alla fine del primo anno di studi della scuola media inferiore,
Tutti, insegnanti interni ed insegnanti esterni furono d'accordo: Rosario era un ottimo allievo e padre Nilo rincaro la dose: Rosario è un ottimo probando ed io ne fui felice.











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