HO SCOPERTO LA MIA VITA.................
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Con la mia auto,lucida,bella,rombante,
costruita in Australia dalla Indesit,salivo lungo una strada impervia,tutta curve.
Salivo lentamente,non conoscendo quella strada,che aveva un nonsoche di familiare.
Ad ogni curva dopo un breve rettilineo, si presentava un particolare panorama,
fatto di piccole radure e sontuosi boschi di pini. All'improvviso,dopo un'ennesima curva
a gomito,mi si presenta una vallata,fatta da campi lavorati e con qualche casetta,
sparsa qua e là in una splendida solitudine agreste.Un contadino vendeva i suoi prodotti su di una bancarella sul ciglio della strada
e assaggiai degli ottimi fichi,di cui ricordavo a malapena il sapore.
Raggiunsi il paese dopo una serie di altre curve ed una salita che mi portò davanti alla cappelletta,
chiamata dagli abitanti del luogo:Madonna del bosco.Proseguii, affascinato dal panorama
che mi apparve,suggestivo,all'ultima curva.
Primo capitolo.
Il paese mi apparve come una donna bella ed indolente,sdraiata , indifferente alle lodi ed alle critiche.
Aveva uno sguardo color del cielo,puro,limpido e non per questo meno pericoloso per la mia incolumità psichica
e la mia emotività,che mi portava ad innamorarmi dei luoghi come di una bella donna,perdutamente.
Entrato in paese,mi accorsi che alla mia sinistra una stradina,con un ponte piccolo,snello,conduceva ad una
costruzione,che assomigliava ad un castello medioevale,trasfomato nei secoli in un collegio di proprietà dei
monaci basiliani di san Nilo. San Nilo,
nato a Rossano in Calabria nel decimo
secolo d.C. Cofondatore con san Bartolomeo
dell'abbazia di santa Maria in Grottaferrata.
Anche san Bartolomeo il giovane era nato a Rossano in Calabria,come già san Nilo.
Da piccolo aveva la vocazione per la vita monastica, E ,dopo aver fatto i primi studi in un collegio conobbe san Nilo e lo segui,già all'età di dodici anni a Grottaferrata dove ai due
apparve la Madonna e manifestò il desiderio di veder costruito in quel luogo un tempio
in suo onore. San Nilo cominciò l'opera e san Bartolomeo la fini.
Tutte queste informazioni mi furono date dal gentilissimo
padre Gabriele, monaco basiliano,
che da una vita gestiva l'Istituto Santissimo Salvatore, monastero costruito negli anni cinquanta, del secolo scorso. Pranzai con il gradito ospite e mi intrattenni
con lui tutto il pomeriggio, godendo di un'invidiabile panorama,
dopo aver mangiato un cibo squisito e locale
il formaggio primo sale,
morbido e piacevole al palato, e bevuto un vino rosso rubino , il verme insediatosi nella succosa ,grossa pera.
Dimenticavo il pomodoro che condiva gli spaghetti; INSUPERABILE.
Lasciai a malincuore la compagnia dell'ospitale padre e ritornai sulla strada
magnifico. Mangiai la frutta che era un'altra cosa. Mi sarei mangiato anche a principale:
la via Francesco Crispi.
Non mi inoltrai però nel paese, ma volli visitare la campagna, che circondava,
fiorente il comune italo albanese.
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