È riuscito finalmente a pescare oltre duecento kg
Di pesce , per tutta la settimana non uscirà
A pescare. Il tempo stanotte ha retto, ma
Nel cielo si profila una vicina tempesta.
È ancora buio, il mare sembra fatto di pece.
C'è un rumorio, un rimescolio, come
Se Nettuno rivoltasse il mare come un calzino.
Il suo tridente sembra in procinto di scatenare
I venti di Eolo e la tempesta di Scilla e Cariddi.
Alfio si sforza di guardarsi intorno, per
Trovare un punto di riferimento. Egli
Si è spinto lontano dalle coste, alla ricerca
Di una buona pesca. Il mare comincia a
Venire a ondate, ancora piccole, sopportabili dalla
Sua robusta barca, ma se si scatenerà la tempesta,
Dove troverà rifugio la sua barchetta?
Il vento comincia ad urlare e il muggito del mare
Si fa minaccioso. Fuggite pescatori, riparatevi!
Alfio sente il cuore farsi sempre più piccolo.
Si sente il bimbo di una volta, quando
Nel sogno gli apparivano mostri minacciosi,
Con cui al computer giocava tutto il giorno.
Allora c'era la mamma. E Alfio mentalmente si raccomandò
Alla sua mamma Celeste. L'avrebbe ascoltato?
Improvvisamente in lontananza Alfio vide una lucina.
Pieno di speranza diresse la barca verso quel punto.
E in poco meno di un'eterna mezz'ora arrivò
Al piccolo molo, al grande porto della speranza,
Al paradiso della salvezza.
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